Librarian note: alternate-cover edition of 9788858637920. Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.
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Per usare un ossimoro, è un dolcissimo pugno nello stomaco. Il film è fatto bene perché è praticamente uguale, ma allo stesso tempo è diverso. Forse è la scrittura profonda di Green che lo rende un po’ come se fosse un universo a parte, ma anche perché, naturalmente, in quanto romanzo originale è più completo. L’atmosfera, però, è diversa, altrettanto soft ma contemporaneamente più drammatica. Fa male ma fa anche bene. Mi piace tanto il mondo dei personaggi descritto da Green e l’ottica generale nelle loro sofferenze e la forza tranquilla con cui le affrontano. Ti fa capire bene come funziona la malattia dal punto di vista di una persona malata, ricordandoti però che non è soltanto questo.